Granit 174 bianco 2024 | Domaine de Vaccelli
Il Granit 174 bianco 2024 è una micro-cuvée del Domaine de Vaccelli, situato nella parte meridionale delladenominazione Ajaccio, in Corsica. Nel 2022, mentre le rese erano minime e Gérard Courrèges non riusciva a produrre tutte le sue consuete cuvée di appezzamento, ha inaugurato questa cuvée di Granit 174. Nel 2024, le intemperie primaverili compromettono nuovamente le rese. Risultato: per questa annata, non verrà prodotta alcuna cuvée da singolo appezzamento in bianco. L’intero raccolto viene quindi assemblato in un’unica cuvée: Sirocco 2024. Unica eccezione, questa selezione intra-parcellare proveniente dai vecchi vigneti di Vermentinu, da cui solitamente si ricava la cuvée Granit. Un nettare tanto prodigioso quanto raro!
Terroir e vitigno
L’appezzamento si trova sulla parte più alta della collina, a 174 metri di altitudine, esposto a nord. Il terreno è costituitoda sabbie granitiche: questo granito decomposto, magro e drenante, costringe la vite ad attingere in profondità. La vicina macchia corsa e la salsedine marina, sempre presente, creano un microclima costiero che influenza profondamente il profilo aromatico del Vermentinu. È proprio questo vitigno a trasmettere la salinità del luogo, la sua tensione e la sua energia minerale.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute praticano una viticoltura biologica certificata dal 2019. La vendemmia è manuale. La fermentazione è spontanea, guidata esclusivamente dai lieviti indigeni presenti sulla buccia delle uve. L’affinamento dura 18 mesi, principalmente in demi-muids. Il sentore di legno è presente, ma gestito con cura: conferisce struttura senza coprire gli aromi. Il vino contiene solfiti.
Granit 174 bianco 2024 | Domaine de Vaccelli: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino occupa un posto a sé stante nella gamma di Vaccelli. È il vino più in alto, sia in senso letterale che figurato. La Revue des Vins de France ne ha elogiato l’equilibrio, la trama cesellata e la tensione. Condivido questo giudizio senza riserve. Il Vermentino su granito è una questione di precisione: troppa maturazione e il vino si appiattisce, troppo poca e la mineralità vira verso l’austerità. Gérard Courrèges trova qui un raro punto di equilibrio. Il Granit 174 va bevuto a partire dal 2027, con una finestra ideale tra il 2028 e il 2034: il tempo necessario affinché le note legnose si fondano e la mineralità si esprima pienamente. A tavola, decantare per mezz’ora a 12 °C, da abbinare a crostacei o aragosta.
Il naso
Al naso si apre con note di cedro e scorza di agrumi, nette e precise. Sullo sfondo, fiori bianchi e un tocco di mandorla. La mineralità è presente fin dall’inizio: pietra focaia, iodio, spruzzi di mare. Il granito si fa sentire ancora prima di assaggiarlo.
Il palato
Al palato, la struttura è cesellata, tesa, sostenuta da un’acidità vivace e costiera. La pera croccante emerge a metà bocca, con un cuore minerale e pietroso sottostante. L’equilibrio è perfetto: sapido, senza pesantezza. Il finale è lungo, secco, con un retrogusto salino che persiste. Un vino del territorio, senza compromessi.
Ajaccio: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
La denominazione Ajaccio si estende sulle colline a sud-ovest della Corsica. Il terroir è interamente granitico: sabbie decomposte, pendii esposti, dislivelli marcati. Il Vermentino è qui il vitigno bianco di riferimento. I vini che ne derivano recano l’impronta di questo terreno povero e drenante: eleganza, tensione, mineralità salina.
In questo Granit 174, l’altitudine dell’appezzamento, la sua rara esposizione a nord, la macchia mediterranea e il clima mediterraneo rafforzano l’impronta del luogo e l’identità insulare della denominazione.