Vaccelli rosato 2024 | Vaccelli
Il Vaccelli rosato 2024 del Domaine de Vaccelli è uno dei vini più prestigiosi delladenominazione Ajaccio. Gérard Courrèges, grande nome dell’enologia corsa, firma qui un rosato da tavola. Ben al di là dei semplici rosati da terrazza, questa cuvée è una vera rarità nella sua categoria.
Terroir e vitigno
Sui appezzamenti esposti a nord e a ovest, lo Sciaccarellu si impregna di una freschezza rara per la regione, che rallenta la maturazione e permette agli acini di concentrare i propri aromi. I terreni granitici, disgregati in sabbia grossolana, drenano perfettamente le scarse precipitazioni, costringendo la vite ad attingere in profondità. Risultato: il vino è ricco di una tensione minerale che conferisce ai sapori di frutta fresca una notevole energia salina.
Viticoltura e vinificazione
Le tenute sono certificate per l’agricoltura biologica dal 2019. La vendemmia è manuale e le uve vengono selezionate in base alla loro maturità tardiva. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, senza correzioni. L’affinamento è notevole per un rosato: 12 mesi in botti, poi 6 mesi in uova di cemento. Questo percorso costruisce la struttura senza appesantire. Il botti apportano una leggera ossigenazione, mentre l’uovo di cemento restituisce purezza e grana. Diciotto mesi di affinamento per un rosato: è un impegno raro.
Vaccelli rosato 2024 | Vaccelli: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il Sciaccarellu produce molti rosati freschi e piacevoli in Corsica. Questo, invece, gioca in un’altra categoria. Il lungo affinamento gli conferisce una profondità di corpo insolita. La tensione salina è reale, non un effetto stilistico. Questo rosato si conserverà facilmente fino al 2034 e raggiungerà la piena espressione intorno al 2028. Da servire a 10 °C, senza decantare. Si rivela magnifico in abbinamento a gamberi saltati in padella o pomodori confit ripieni di stracciatella.
Il profumo
Al naso si apre con sentori di piccoli frutti rossi freschi, fragoline di bosco e ribes. Una delicata nota mentolata attraversa l’insieme, arricchita da sentori di fiori bianchi. Il pompelmo apporta un tocco vivace di agrumi. L’insieme è netto, cristallino e privo di qualsiasi pesantezza.
Il palato
Al palato, l’attacco è vivace, quasi croccante. La consistenza è setosa, ben strutturata, più densa di quanto ci si aspetterebbe da un rosato. L’acidità conferisce struttura senza risultare aggressiva. I frutti rossi e gli agrumi si bilanciano con precisione. Il finale è leggermente salino, lungo, con una persistenza che rivela chiaramente l’origine granitica del terroir.
La denominazione Ajaccio: tutto quello che c’è da sapere
La denominazione Ajaccio copre il territorio della costa occidentale della Corsica, intorno al capoluogo dell’isola. Si basa quasi esclusivamente sullo Sciaccarellu per i rossi e i rosati, un vitigno locale a bacca piccola, sensibile alla siccità, che prospera sui terreni granitici caratteristici di questa zona. Questi terreni poveri e ben drenanti conferiscono ai vini una tensione minerale e una freschezza che i terroir argillosi non riescono a riprodurre. La denominazione rimane poco conosciuta a livello nazionale, il che la rende uno dei territori più singolari della viticoltura francese.
Il Vaccelli rosato 2024 è uno dei rari rosati corsi in grado di vantare una buona capacità di invecchiamento e incarna con brio tutta la purezza e l’identità minerale del terroir di Ajaccio.