Tra i vini bianchi firmati Thierry Germain, il Saumur Clos Romans del Domaine des Roches Neuves occupa un posto speciale. Questo Saumur bianco nasce nel cuore di un vigneto circondato da mura medievali risalenti all’XI secolo, un luogo raro in cui la risonanza storica si fonde con la profondità del suolo. Su questo piccolo appezzamento a sud della Loira, i vitigni di Chenin, piantati ad alta densità con selezione massale, affondano le radici in un sottile strato di sabbia argillosa che ricopre il calcare senoniano. Questo terroir argilloso-calcareo viene lavorato interamente con il cavallo, mentre l’inerbimento viene lasciato allo stato naturale per preservare la vita del suolo. La vendemmia è manuale, seguita da una pressatura delicata e da una fermentazione in barrique con lieviti indigeni. L’affinamento di nove mesi sulle fecce fini a bassa temperatura nelle cantine sotterranee del Domaine des Roches Neuves conferisce a questo vino la sua serena densità e la sua precisione minerale, tipiche dello stile che Thierry Germain plasma pazientemente da quasi trent’anni.
Philippe Mischler, sommelier presso mundovin: Il Saumur Clos Romans del Domaine des Roches Neuves ripercorre la ricerca di Thierry Germain volta a rivelare la rettitudine e la grazia dello Chenin su terreni calcarei. Vi si ritrova il naturale equilibrio caratteristico di un grande Saumur bianco: ampiezza controllata, tensione sottesa e profondità dei grandi terroir della Loira.
Al naso si distingue innanzitutto per la sua concentrazione e brillantezza. Note di frutta bianca matura si intrecciano con sfumature floreali di acacia e biancospino. Man mano che si apre, il vino rivela una dimensione vegetale e minerale, punteggiata da sentori erbacei, spezie dolci e gesso.
Al palato, la consistenza ampia e vellutata sottolinea la ricchezza degli aromi fruttati, che esplodono con una densità rara. Prevalgono la pera sciroppata, la nettarina bianca e i frutti esotici freschi, arricchiti da note fresche e agrumate che allargano la trama del vino su un’acidità molto sapida. Le note floreali tornano nel finale luminoso, la cui lunga salinità minerale e il legno molto sottile richiamano i grandi terroir calcarei della Loira e la ricerca di Thierry Germain volta a rivelarne la purezza.