Tra le grandi annate firmate da Thierry Germain, il Saumur L’Échelier del Domaine des Roches Neuves è un’interpretazione brillante del Saumur bianco. Il Clos de l’Échelier si trova sulla riva sud della Loira, in un anfiteatro naturale protetto da mura tricentenarie. Questo luogo riservato, adiacente al Clos Romans, poggia su un terreno argilloso e calcareo ricoperto da un sottile strato di sabbia, prima di raggiungere il tufo del Turoniano superiore. Questo terroir poco profondo favorisce la mineralità e la tensione nelle bacche di Chenin, che Thierry Germain coltiva con metodi biologici e biodinamici. Le selezioni massali, impiantate ad alta densità, beneficiano di una lavorazione integrale del terreno, di un inerbimento naturale e di arature a cavallo per preservare la struttura del suolo. La vendemmia manuale precede una lunga fermentazione con lieviti indigeni in barrique. L’affinamento di nove mesi sui lieviti fini nella frescura delle cantine sotterranee del Domaine des Roches Neuves mira a preservare l’autentica espressione del terroir del Clos de l’Echelier.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il Saumur bianco L’Échelier rappresenta un altro aspetto della ricerca di Thierry Germain volta a illustrare la tensione naturale dello Chenin della Loira. Vi si ritrova la precisione artigianale del Domaine des Roches Neuves e l’innarrestabile passione del vignaiolo per gli equilibri nitidi e le trame vibranti. Il vigneto, circondato da antiche mura rivolte verso la Loira e adiacente al Clos Romans, funge qui da cassa di risonanza. Conferisce al vino una dimensione minerale e luminosa, dove il tempo sembra sospeso.
Al naso, il Saumur bianco L’Echelier si apre su una sottile combinazione di freschezza e concentrazione, la cui intensità va crescendo. Agli aromi di agrumi, frutta bianca e frutta esotica fa seguito un'abbondanza di fiori bianchi e spezie dolci, con il pepe bianco in primo piano. Sullo sfondo, una mineralità gessosa delinea una dimensione più profonda e tattile che invita alla degustazione.
Al palato, il vino dispiega una struttura lineare e tesa, in cui il frutto si esprime con ampiezza senza mai risultare pesante. Le note di pera e composta di mela cotogna si affiancano al limone maturo, sostenute da un’energia che slancia il corpo del vino. Il finale, con accenti di gesso e fiori bianchi, prolunga la degustazione su una nobile mineralità dalle note amare che stimolano la salivazione.