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Les Vignes Oubliées bianco 2024 Les Vignes Oubliées | Linguadoca
Il bianco “Les Vignes Oubliées” della tenuta Les Vignes Oubliées nasce da un’operazione di...
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2021
Vitigno/i
50% Mourvèdre, 30% Grenache, 20% Cinsault
Denominazione
Terrazze del Larzac
Allevamento
2 anni in demi-muids in una grotta naturale e 1 anno in bottiglia
Filosofia e stile
Tipo di vino
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Tipo di coltivazione
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Stile
Corposo e potente
Tipo di terreno
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Degustazione
Suggerimenti gastronomici
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Consigli per l'utilizzo
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La cuvée Le Pioch della tenuta Les Vignes Oubliées incarna l’essenza stessa delle Terrasses du Larzac, unendo la ricchezza del Languedoc alla freschezza caratteristica del Larzac. Situata a Saint-Privat, questa cuvée è il frutto del lavoro appassionato di Jean-Baptiste Granier, che ha saputo ridare vita a vecchi vigneti, un tempo abbandonati, coltivandoli secondo pratiche biologiche e rispettose dell’ambiente. I vigneti di Le Pioch prosperano su terreni variegati di arenaria, scisto e argilla-calcare, che conferiscono una complessità minerale unica. Situati a un’altitudine che può raggiungere i 350 metri, beneficiano di un clima mediterraneo temperato, favorevole a una maturazione lenta ed equilibrata delle uve.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: La vinificazione di Le Pioch rispetta i principi della vinificazione naturale. Le uve, provenienti dai vitigni Grenache, Mourvèdre e Cinsault, vengono parzialmente diraspate prima di una fermentazione in tini di acciaio inossidabile termoregolati della durata di 15-20 giorni. La fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti, preservando così l’autentica espressione del terroir. L’affinamento prosegue poi per 24 mesi in demi-muids all’interno di una grotta naturale, che offre condizioni ideali di temperatura e umidità per un affinamento delicato.
Al naso è intenso e complesso, rivelando aromi di frutti neri maturi come la mora e il ribes nero, accompagnati da note speziate di pepe nero, liquirizia e gariga.
Al palato, l’attacco è ampio e vellutato, con una bella concentrazione di frutta e una struttura tannica fine e setosa. Il finale è lungo, caratterizzato da una freschezza minerale e da una leggera salinità, segno distintivo dei terreni scistosi e calcarei.
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