Vantaggi e fedeltà
Terrasses du Larzac Le Pioch 2021 | I vigneti dimenticati

Terrasses du Larzac Le Pioch 2021 I vigneti dimenticati | Linguadoca

La cuvée Le Pioch della tenuta Les Vignes Oubliées incarna l’essenza stessa delle Terrasses du Larzac , unendo la ricchezza del Languedoc alla freschezza caratteristica del Larzac. Situata a... Continua a leggere
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Fedeltà e vantaggi

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Scheda tecnica

Capacità

75 cl

Annata

2021

Vitigno/i

50% Mourvèdre, 30% Grenache, 20% Cinsault

Denominazione

Terrazze del Larzac

Allevamento

2 anni in demi-muids in una grotta naturale e 1 anno in bottiglia

Filosofia e stile

Tipo di vino

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Tipo di coltivazione

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Stile

Corposo e potente

Tipo di terreno

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Degustazione

Suggerimenti gastronomici

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Consigli per l'utilizzo

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La cuvée Le Pioch della tenuta Les Vignes Oubliées incarna l’essenza stessa delle Terrasses du Larzac, unendo la ricchezza del Languedoc alla freschezza caratteristica del Larzac. Situata a Saint-Privat, questa cuvée è il frutto del lavoro appassionato di Jean-Baptiste Granier, che ha saputo ridare vita a vecchi vigneti, un tempo abbandonati, coltivandoli secondo pratiche biologiche e rispettose dell’ambiente.​ I vigneti di Le Pioch prosperano su terreni variegati di arenaria, scisto e argilla-calcare, che conferiscono una complessità minerale unica. Situati a un’altitudine che può raggiungere i 350 metri, beneficiano di un clima mediterraneo temperato, favorevole a una maturazione lenta ed equilibrata delle uve.

Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: La vinificazione di Le Pioch rispetta i principi della vinificazione naturale. Le uve, provenienti dai vitigni Grenache, Mourvèdre e Cinsault, vengono parzialmente diraspate prima di una fermentazione in tini di acciaio inossidabile termoregolati della durata di 15-20 giorni. La fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti, preservando così l’autentica espressione del terroir. L’affinamento prosegue poi per 24 mesi in demi-muids all’interno di una grotta naturale, che offre condizioni ideali di temperatura e umidità per un affinamento delicato.​

Al naso è intenso e complesso, rivelando aromi di frutti neri maturi come la mora e il ribes nero, accompagnati da note speziate di pepe nero, liquirizia e gariga.

Al palato, l’attacco è ampio e vellutato, con una bella concentrazione di frutta e una struttura tannica fine e setosa. Il finale è lungo, caratterizzato da una freschezza minerale e da una leggera salinità, segno distintivo dei terreni scistosi e calcarei.​

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