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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Vouvray secco Le Mont 2023 Domaine Huet | Loira
Il Vouvray secco “Le Mont” della tenuta Huet è un vino che si può definire eccezionale. È...
Recensione di un vino
Il Clos Naudin propone uno Chenin demi-sec, affinato da sei a otto mesi in barrique usate per perfezionarne la struttura e l’equilibrio senza mascherare l’impronta del terroir. La selce e il tufo, substrati tipici della Touraine, creano un equilibrio straordinario tra acidità e rotondità, che promette un bel decennio di maturazione. Valutato 95/100 dalla «Revue des Vins de France», figura tra i vini di riferimento imprescindibili di Vouvray.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2022
Vitigno/i
Chenin
Denominazione
Vouvray
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni in botti di rovere
Allevamento
Da 6 a 8 mesi in botti usate
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco semisecco
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Complesso e armonioso
Tipo di terreno
Argille silicee e tufo
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Foie gras d'oca saltato in padella, chutney di mele cotogne al cardamomo e pane brioche al sesamo nero
Consigli per l'utilizzo
12 °C
Apogeo
2030-2039
Il Vouvray demi-sec 2022 del Clos Naudin è una delle annate più attese della Valle della Loira. Sulle colline di Vouvray, Vincent Foreau gestisce questa tenuta di famiglia di 11,5 ettari con la passione che ne ha fatto la sua reputazione. Sui suoi appezzamenti di Chenin, il demi-sec diventa un’opera di equilibrio di assoluta maestria.
Gli appezzamenti poggiano su due tipi di terreni complementari: argille con selce e tufo, quella roccia calcarea tenera caratteristica della Touraine. La selce apporta tensione e un fondo minerale incisivo, mentre il tufo conferisce profondità e una certa ampiezza allo Chenin. La densità di impianto raggiunge i 6.600 ceppi per ettaro, il che mette alla prova la vite e concentra l’espressione di ogni grappolo.
Le tenute praticanol’agricoltura biologica dal 2005. La vendemmia è interamente manuale. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, in botti di rovere vecchie da 300 litri (meno del 5% di legno nuovo), per un periodo compreso tra 6 e 8 mesi. La fermentazione malolattica viene deliberatamente interrotta: questa scelta preserva l’acidità naturale dello Chenin e gli conferisce quella caratteristica linearità. Lo zucchero residuo si attesta a 21 g/L, nella fascia alta del «demi-sec», sostenuto da un’acidità totale di 5,43 g/L che ne mantiene l’equilibrio.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin Il Clos Naudin è un punto di riferimento nella denominazione, e questa annata 2022 lo conferma. La Revue des Vins de France gli ha assegnato 95/100: un punteggio che non sorprende chi segue questa tenuta da tempo. Il demi-sec di Foreau si colloca in una categoria a sé stante: né amabile, né secco, ma in una fascia intermedia in cui la tensione acida dialoga con lo zucchero residuo. Il potenziale di invecchiamento previsto supera i 30 anni. L’apogeo è stimato tra il 2030 e il 2039, il che lascia tutto il tempo per essere pazienti. Servito a 12 °C, questo Vouvray demi-sec rivela una complessità che pochi bianchi secchi raggiungono mai.
Il profumo
Al naso si aprono note di buccia di pera fresca e di frutta del frutteto. Seguono poi sentori di miele delicato, cera d’api e selce. L’insieme è preciso, netto, senza fronzoli né eccessi di maturità, eppure la profondità e l’ampiezza nel bicchiere sono impressionanti.
Il palato
Al palato, la struttura avvolge il palato con i suoi sapori ampi e fruttati. Lo zucchero residuo è mirabilmente contenuto dall’acidità incisiva della selce e del tufo, che allunga il finale verso una sensazione di equilibrio e pienezza straordinaria. La persistenza è lunga, cerosa e minerale. Ci si torna instancabilmente.
Vouvray è una denominazione della Touraine, sulla riva destra della Loira, a est di Tours. I terreni di tufo eargille silicee sono al centro dell’identità della denominazione. Conferiscono ai vini quella mineralità caratteristica e una capacità di invecchiamento fuori dal comune. I vini sono composti esclusivamente da Chenin, questo vitigno bianco rinomato per la sua rara plasticità, capace di produrre vini secchi, semisecchi, amabili o spumanti a seconda degli appezzamenti, delle annate e delle scelte del vignaiolo. Da Vincent Foreau, questo vitigno raggiunge i livelli più alti della denominazione.
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