Descrizione Vouvray secco 2024 | Clos Naudin - Vincent Foreau
Il Vouvray secco 2024 del Clos Naudin è uno dei vini più prestigiosi della Loira. Vincent Foreau gestisce questa tenuta familiare di Vouvray con un rigore sereno, ereditato da diverse generazioni. Il Clos Naudin occupa un posto a sé stante nella denominazione: i suoi vini secchi, spesso sottovalutati rispetto alla fama dei suoi demi-sec e amabili, brillano tuttavia per la loro precisione e sincerità.
Terroir e vitigno
Il vigneto poggia su un terreno di tufo eargille silicee, due substrati caratteristici dell’altopiano di Vouvray, in Touraine. Il tuffeau, un gesso poroso e fresco, trattiene l’umidità in profondità, mentre le argille silicee conferiscono al vino la sua tensione minerale e la sua vivacità. Questo terroir dà vita a un vino cristallino, senza compromessi, e lo Chenin vi esprime una rettitudine che raramente si ritrova altrove nella regione.
Viticoltura e vinificazione
La vendemmia è manuale, condizione necessaria per preservare l’integrità degli acini e selezionarli con cura. La fermentazione avviene in botti da 300 litri con lieviti indigeni, senza chaptalizzazione né acidificazione. La fermentazione malolattica viene interrotta, preservando così l’acidità naturale dello Chenin e la sua caratteristica tensione. L’affinamento dura 6 mesi in botti vecchie (meno del 5% di legno nuovo): il rovere accompagna senza lasciare impronta. L’anidride solforosa viene utilizzata in quantità minima. L’approccio è coerente dall’inizio alla fine.
Vouvray secco 2024 | Clos Naudin - Vincent Foreau: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il Vouvray secco è spesso considerato – a torto – come la parte meno importante della gamma del Clos Naudin, messo in ombra dalle annate demi-sec o amabili che hanno reso leggendaria la tenuta. Si tratta di un errore di valutazione. In questa annata, l’equilibrio tra tensione acida e vivacità aromatica lascia intravedere un ottimo potenziale di invecchiamento. Prevedo che raggiungerà il suo apice tra il 2028 e il 2036, quando il frutto e la mineralità della selce si fonderanno completamente. A quel punto, servirlo a 12 °C, senza decantarlo, in abbinamento a un piatto di pesce pregiato con spiccati accenti vegetali ne rivelerà la brillante identità.
Il naso
Il naso si apre su note di fiori bianchi e pera fresca, con un tocco di mela cotogna. Sullo sfondo, emerge con nitidezza una mineralità di selce riscaldata dal sole, senza però prevalere sugli aromi generosamente fruttati. È un profumo preciso, ancora discreto, che si aprirà con il tempo.
Il palato
Al palato, la trama fine dispiega la sua acidità con una vivacità quasi incisiva. Il vino sembra lineare, come scolpito nella roccia, eppure i sapori fruttati sono ben presenti, rivestendo il palato con una consistenza avvolgente e una mineralità dagli accenti salini. Questa salinità, che stimola la salivazione, persiste piacevolmente sul finale leggermente agrumato.
Vouvray: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Vouvray è una denominazione della Valle della Loira, situata a est di Tours, sulla riva destra della Loira. Si basa esclusivamente sullo Chenin, un vitigno capriccioso ma versatile, che qui si esprime su terreni di selce, tufo e perruches (argille silicee mescolate a arenaria). La denominazione produce vini in tutte le gamme di dolcezza: secco, semisecco, amabile e persino spumante.
Il Vouvray secco del Clos Naudin si colloca all’estremità più austera dello spettro della denominazione. Laddove altri produttori ricercano la rotondità o l’amabilità, Vincent Foreau punta su una verticalità rara in Touraine.