- Bio
- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Magnum Mas Jullien bianco 2023 Mas Jullien | Linguadoca
Straordinario e imperdibile. È molto probabile che ve ne innamoriate!
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2024
Vitigno/i
Carignan bianco, Chenin, Grenache bianco, Viognier, Clairette, Marsanne
Denominazione
Dipartimento dell'Hérault
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
12 mesi in barrique e botti grandi
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Goloso e beverino
Tipo di terreno
Argilloso-calcareo e marne
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Tagliatelle al nero di seppia, capesante scottate e schiuma di persillade
Consigli per l'utilizzo
11 °C
Apogeo
2027-2033
Il Mas Jullien bianco di Mas Jullien incarna il lavoro meticoloso e visionariodi Olivier Jullien, uno dei vignaioli più rispettati e apprezzati della Linguadoca. Con sede a Jonquières, ai piedi delle Terrasses du Larzac, ha sviluppato il proprio stile lontano dalle mode e dalla competizione, osservando a lungo i propri terreni, i vitigni e le loro reazioni al clima. Le tenute si trovano sulle pendici del Larzac, fino a 450 metri di altitudine. I terreni sono prevalentemente argillosi e costellati di ciottoli calcarei, ma alcuni appezzamenti poggiano anche su terreni silicei o arenari, il che si traduce in una grande varietà di espressioni. Ogni appezzamento viene analizzato in dettaglio per essere vinificato separatamente, nel rispetto delle sue caratteristiche specifiche. Olivier Jullien ha scelto di semplificare l’assemblaggio del suo bianco dando ampio spazio al Carignan bianco, vitigno che ritiene si esprima al meglio sui terreni alluvionali della tenuta, affiancato da Chenin, Grenache bianco, Viognier, Clairette e Marsanne.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: Il «Mas Jullien blanc» di Mas Jullien è un punto di riferimento che faccio scoprire a chi pensa che i grandi bianchi si trovino solo in Borgogna o nella Loira. Olivier Jullien possiede una tale padronanza dei dettagli che in questo vino si ritrovano una corposità generosa e una tensione minerale che non hanno quasi eguali nel Sud. Questa cuvée supera le aspettative che si possono avere da un vino bianco della regione e sorprende sempre durante le degustazioni alla cieca.
Al naso si rivela minerale, attraversato da formidabili sentori di aghi di pino e da note leggermente vanigliate, esaltate da sentori di uva fresca, frutta a polpa bianca e agrumi.
Al palato, il vino si dispiega con volume e ampiezza, sostenuto da un’intensità di linfa e da un retrogusto speziato, fino a un finale salino raramente raggiunto altrove nella regione.
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