Descrizione Condrieu Chéry 2024 | André Perret
Il Condrieu Chéry 2024 della tenuta André Perret è una cuvée di riferimento della sua denominazione, che gode di un grado di riconoscimento di cui pochi vini bianchi del Rodano settentrionale possono vantarsi. Chéry nasce sulle pendici dell’omonimo versante, quello che gli intenditori citano quando si tratta di nominare i migliori Condrieu. André Perret ha rilevato l’azienda di famiglia nel 1982, trasformandola pazientemente da azienda frutticola a viticola. Sua figlia Marie vinifica al suo fianco dal 2019 e sta gradualmente rilevando la tenuta. Sebbene il passaggio generazionale avvenga con discrezione, non per questo è meno decisivo.
Terroir e vitigno
La località Chéry si trova a Vérin, sulle famose terrazze che caratterizzano i paesaggi tipici del nord della Valle del Rodano. Il terreno è granitico e scistoso, ricco di miche e particolarmente friabile. L’esposizione a sud e sud-est garantisce una maturazione lenta e regolare. I vigneti hanno in media 60 anni: a questo stadio di maturità, le rese sono naturalmente limitate, il che conferisce ai vini un profilo al tempo stesso puro e concentrato. Il Viognier regna sovrano sui 3 ettari di questa magnifica parcella coltivata dalla tenuta.
Viticoltura e vinificazione
La viticoltura e la vendemmia sono interamente manuali. I trattamenti fitosanitari vengono applicati con parsimonia, solo quando l’osservazione sul campo lo richiede, e senza un calendario sistematico. Il controllo delle rese passa attraverso una vendemmia verde tra luglio e agosto, integrata da una defogliazione se necessario.
La vinificazione prevede una suddivisione della produzione: un terzo dei grappoli fermenta in vasche di acciaio inox, per preservarne la freschezza aromatica; i restanti due terzi fermentano in barrique usate, per affinare la struttura e rafforzare la profondità aromatica senza rischiare di mascherare il frutto. L'affinamento dura 12 mesi sui lieviti fini, durante i quali la temperatura e l'umidità vengono attentamente controllate.
Condrieu Chéry 2024 | André Perret: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il Chéry occupa un posto a sé stante sul versante di Condrieu. Non è semplicemente la cuvée di punta di una tenuta rinomata: è un punto di riferimento imprescindibile della denominazione. Ciò che apprezzo in questo vino è la tensione. Il Viognier può facilmente cadere nella pesantezza e nell’eccesso aromatico. Alla tenuta Perret, la vinificazione e l’affinamento riescono a domare questa esuberanza per lasciare spazio al terroir granitico. L’annata 2024 si beve con piacere già da ora, ma raggiungerà il suo apice tra il 2031 e il 2041: è un vino da attendere se si vuole coglierne tutta la profondità. Da servire a circa 12 °C, in abbinamento a una bella pollastra di Bresse farcita con tartufo d’Alba o a un tournedos di aragosta alla Rossini.
Il profumo
Al naso si apre con il profilo caratteristico del Viognier: pesca bianca e albicocca matura, un accenno di violetta sullo sfondo e quella delicata nota mielata che contraddistingue la versione più elegante di questo vitigno. Il tutto, tuttavia, non scade mai nell’enfasi, e dopo alcuni minuti di ossigenazione si percepisce un fondo autenticamente minerale, ricco di freschezza.
Il palato
Al palato, la materia ampia e ricca dispiega la sua consistenza cremosa e levigata, caratteristica di un affinamento sui lieviti ben condotto. Un’acidità vivace e precisa evita il rischio di pesantezza, dinamizzando la degustazione. La sensazione di equilibrio conferisce ulteriore persistenza ai sapori di frutta gialla sul finale, la cui nota leggermente minerale prolunga l’impressione di freschezza.
Condrieu: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
Condrieu è una denominazione di origine protetta del Rodano settentrionale, situata a sud di Lione, sui ripidi pendii che sovrastano il fiume. È una delle poche denominazioni francesi a consentire l’uso diun unico vitigno bianco: il Viognier. I terreni sono prevalentemente granitici e scistosi, favorevoli alla concentrazione aromatica grazie al loro potere drenante e alla scarsa presenza di materia organica. I vini qui prodotti sono esclusivamente secchi, riconoscibili per il loro profilo floreale e fruttato, la consistenza avvolgente e il buon potenziale di invecchiamento.
Il Chéry di André Perret è una delle icone della denominazione. Laddove alcuni Condrieu puntano sull’esuberanza aromatica, questo vino privilegia l’equilibrio e la tensione del granito, traducendo fedelmente il terroir di Vérin.