Scoprite l'Irouléguy bianco Ophites 2024 | Arretxea
L'Ophites 2024 della tenuta Arretxea è uno dei bianchi più singolari delladenominazione Irouléguy. Adagiata ai piedi dei Pirenei nel sud-ovest della Francia, questa tenuta basca coltiva i propri vigneti su appezzamenti d'eccezione da diversi decenni. La cuvée Ophites prende il nome direttamente dal terreno che la ospita, le ofiti, rocce di origine vulcanica.
Terroir e vitigni
Gli appezzamenti di Arretxea poggiano su terreni di ofiti, rocce vulcaniche che conferiscono al vino una spiccata mineralità. Poveri e ben drenanti, questi terreni spingono la vite a radicarsi in profondità, dando vita a un vino concentrato e teso. L’assemblaggio combina il 60% di Gros Manseng, che apporta rotondità e ricchezza aromatica, con il 40% di Petit Manseng, che ne rafforza la freschezza e la persistenza.
Viticoltura e vinificazione
Impegnata nella viticoltura biodinamica dal 1998, Arretxea è una delle tenute pioniere della denominazione. La vendemmia viene effettuata manualmente e la fermentazione avviene in botti di rovere, contenitori che preservano la finezza degli aromi senza imporre il carattere del legno. Il vino viene poi affinato in botti per 10 mesi, il tempo necessario per acquisire equilibrio pur conservando la sua freschezza.
Irouléguy bianco Ophites 2024 | Arretxea: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Irouléguy è una delle denominazioni più esclusive di Francia. L’Ophites si distingue per la sua mineralità, conferita dai terreni vulcanici, che completa gli aromi del Gros Manseng e del Petit Manseng. Questo bianco secco coniuga con eleganza frutta e freschezza. Consiglio di decantarlo per una ventina di minuti e di servirlo a una temperatura compresa tra i 10 e i 12 °C, in bicchieri di pregio. Può essere degustato subito o conservato in cantina.
Il profumo
Al naso si sprigionano aromi di agrumi, pera e albicocca candita, accompagnati da note floreali e di frutta esotica. Un tocco minerale, quasi iodato, completa il quadro con raffinatezza.
Il palato
Al palato è corposo e armonioso, con una struttura generosa e una bella freschezza. L’acidità conferisce vivacità e prolunga la degustazione. Il finale è lungo, minerale e appettitoso, con una bella persistenza aromatica.
Irouléguy: tutto quello che c’è da sapere su questa denominazione
La denominazione Irouléguy è una delle più piccole e meglio preservate del panorama vitivinicolo francese. Si estende nel cuore dei Paesi Baschi, su ripidi pendii esposti a sud, al riparo dei Pirenei. La denominazione si caratterizza per una grande varietà di terreni, che vanno dallo scisto all’arenaria, con alcune rare parcelle di ofiti di origine vulcanica. I vitigni bianchi locali, Gros Manseng, Petit Manseng e Petit Courbu,producono qui vini secchi che uniscono freschezza, tensione e mineralità, un profilo unico nel Sud-Ovest.
L’Ophites d’Arretxea rivela con precisione il potenziale dei bianchi di Irouléguy. Proveniente da appezzamenti con terreni vulcanici e prodotto secondo i principi della biodinamica, questo vino si distingue all’interno della denominazione per la sua mineralità e freschezza. Una cuvée unica che merita di varcare i confini dei Paesi Baschi.