Vantaggi e fedeltà

Clos des Papes

Alle origini di una dinastia: la nascita del Clos des Papes Il Clos des Papes non è solo un nome prestigioso di Châteauneuf-du-Pape , ma è soprattutto una storia di famiglia che attraversa i secoli. Fin dal XVII secolo, la famiglia Avril...

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Châteauneuf-du-Pape bianco 2024 | Clos des Papes

Châteauneuf-du-Pape bianco 2024 Clos des Papes | Rodano

Il Châteauneuf-du-Pape bianco del Clos des Papes riflette l’approccio unico di Paul Vincent...

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Châteauneuf-du-Pape rosso 2023 | Clos des Papes

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Il Châteauneuf-du-Pape rosso del Clos des Papes incarna da diverse generazioni una visione...

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Châteauneuf-du-Pape bianco 2023 | Clos des Papes

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Châteauneuf-du-Pape rosso 2022 | Clos des Papes

Châteauneuf-du-Pape rosso 2022 Clos des Papes | Rodano

Il Châteauneuf-du-Pape rosso del Clos des Papes incarna da diverse generazioni una visione...

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Châteauneuf-du-Pape rosso 2016 | Clos des Papes

Châteauneuf-du-Pape rosso 2016 Clos des Papes | Rodano

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Magnum Châteauneuf-du-Pape rosso 2016 | Clos des Papes

Magnum Châteauneuf-du-Pape rosso 2016 Clos des Papes | Rodano

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Alle origini di una dinastia: la nascita del Clos des Papes

Il Clos des Papes non è solo un nome prestigioso di Châteauneuf-du-Pape, ma è soprattutto una storia di famiglia che attraversa i secoli. Fin dal XVII secolo, la famiglia Avril – uno dei cui membri fu primo console della città – si è radicata in questo terroir emblematico dei vini della Valle del Rodano meridionale, coltivando la vigna con notevole costanza all’ombra del palazzo papale. Nel 1896, Paul-Eugène Avril firmò la prima annata della tenuta, affermando già allora una visione chiara: rendere i propri vini gli ambasciatori di questo terroir. Qualche decennio più tardi, suo nipote Paul Avril sarà tra gli artefici della creazione della denominazione Châteauneuf-du-Pape nel 1936, una delle prime AOC riconosciute, contribuendo a gettare le basi di quella che diventerà una delle denominazioni di punta della Francia.

La tradizione si è tramandata di padre in figlio nel corso delle generazioni, senza tuttavia limitarsi a una semplice ripetizione del passato. Paul-Vincent Avril, l’attuale vignaiolo, si è formato in particolare in Borgogna, a Bordeaux (con Raoul Blondin allo Château Mouton Rothschild) e poi in Australia, prima di tornare nelle sue terre nel 1988 e succedere ufficialmente a suo padre nel 2009. Questa apertura oltre i confini del Rodano ha caratterizzato il suo approccio: rigore borgognone nella precisione degli assemblaggi, esigenza nella viticoltura e fedeltà all’idea secondo cui il Clos des Papes debba rimanere la pura espressione del mosaico di terroir di Châteauneuf-du-Pape. È proprio questa alchimia tra eredità e sguardo rivolto al mondo che ha plasmato l’identità attuale della tenuta.

Oltre i ciottoli levigati: il laboratorio della complessità

Se oggi il Clos des Papes occupa un posto così predominante nel panorama di Châteauneuf-du-Pape, è perché si fonda su un mosaico di terroir unico. Le tenute si estendono su una trentina di ettari suddivisi in 24 appezzamenti, sparsi tra i migliori terroir della denominazione. Qui non esistono cuvée da singolo appezzamento né monovitigno: l’assemblaggio rimane la chiave, come vuole la tradizione nella Valle del Rodano meridionale. La famiglia Avril ha infatti sempre privilegiato la diversità piuttosto che la specializzazione, al riparo dalle mode passeggere.

I ciottoli levigati, riscaldati dal sole, conferiscono concentrazione e potenza. Le argille apportano profondità e una certa freschezza. I terreni sabbiosi, dal canto loro, regalano un’eleganza ariosa e tannini di grande finezza. L’arte di Paul-Vincent Avril consiste nel coniugare queste espressioni contrastanti per restituire un’immagine fedele e armoniosa di Châteauneuf-du-Pape, fatta di complessità e sfumature.

Questa ricerca di equilibrio si basa anche su un prezioso patrimonio vegetale. Il vitigno riflette la ricchezza della denominazione: il Grenache Noir domina ampiamente tra i rossi, affiancato dal Syrahedal Mourvèdre, oltre che da vitigni più discreti – Muscardin, Vaccarèse e Counoise. Per i bianchi, sono presenti tutti e sei i vitigni autorizzati, dal Grenache Blanc alla Clairette, passando per la Roussanne, la Marsanne, il Bourboulenc, il Picpoul e il Picardan, che danno vita a un Clos des Papes bianco raro e di grande finezza. I vigneti, alcuni dei quali hanno più di ottant’anni – o addirittura più di cento! – sono coltivati con agricoltura biologica certificata, con rese volutamente basse, raramente superiori a 25 ettolitri per ettaro, per garantire un’espressione ottimale in ogni acino. La vendemmia, esclusivamente manuale, consente una selezione minuziosa di ogni grappolo direttamente nell’appezzamento. Con una tale diversità di vitigni su un mosaico di appezzamenti così variegato, la sfida consiste nel vendemmiare al momento giusto, quando viene raggiunta la giusta maturità.

Dalla vigna alla cantina, la stessa ricerca di purezza

Al Clos des Papes, il lavoro in cantina prosegue quello in vigna con la stessa esigenza di precisione. Paul-Vincent Avril ha scelto di rimanere fedele allo spirito delle generazioni che lo hanno preceduto: qui non c’è spazio per dimostrazioni tecniche né per mode passeggere, ma solo la convinzione che il vino debba tradurre fedelmente le sue origini.

Le uve raccolte a mano vengono trasferite delicatamente nelle vasche. Per i vini rossi, la diraspatura è di rigore dal 1991. La fermentazione avviene in vasche di cemento termoregolate, con rimontaggi al mattino e alla sera. I lieviti indigeni svolgono il loro lavoro senza fretta, per un mese intero, e i vini trascorrono l’inverno compiendo la fermentazione malolattica. Dopo la svinatura per gravità, la pressatura avviene direttamente sotto le vasche. L’affinamento prosegue poi in grandi botti di rovere vecchie, per circa un anno. Mai legno nuovo: questo è il motto della famiglia Avril! Questa scelta conferisce alle cuvée di Châteauneuf-du-Pape rosso una consistenza setosa ed evita di mascherare la complessità del terroir con un sentore di legno troppo marcato. Da oltre trent’anni, la tenuta non ricorre più alla filtrazione, ma opera nel rispetto della materia.

Il Châteauneuf-du-Pape bianco segue un percorso parallelo, altrettanto rispettoso dell’integrità delle uve. I sei vitigni fermentano insieme prima di essere pigiati a grappolo intero. I vini vengono poi conservati per circa sei mesi sui propri lieviti fini in vasche di acciaio inox, senza fermentazione malolattica, al fine di preservarne la tensione e la freschezza.

Le cuvée emblematiche del Clos des Papes

Al Clos des Papes la storia , i terroir e il savoir-faire della famiglia Avril trovano la loro massima espressione nelle due cuvée della tenuta: lo Châteauneuf du Pape bianco e lo Châteauneuf du Pape rosso. Due espressioni di punta che si completano a vicenda: l’una per la rarità e la freschezza, l’altra per la profondità e la grande capacità di invecchiamento.

Lo Châteauneuf du Pape bianco, un gioiello di rarità

Prodotto in quantità limitata – gli sono dedicati meno di 4 ettari di vigneto – lo Châteauneuf du Pape bianco del Clos des Papes è un vino particolarmente ricercato, che riflette la stessa esigenza della sua controparte, lo Châteauneuf du Pape rosso. Ottenuto dai sei vitigni bianchi coltivati dalla tenuta, il Clos des Papes bianco offre uno stile singolare: un palato ampio ed elegantemente teso, con aromi di fiori bianchi, agrumi ed erbe aromatiche, esaltati da un sottile tocco salino e fresco. Un modello di grandezza ed equilibrio, che raggiunge l’eccellenza in ogni annata.

Richiede alcuni anni per rivelare tutta la sua profondità. La sua capacità di invecchiamento, spesso sottovalutata, può sorprendere: dieci anni e oltre! Il vino acquista allora in complessità, sprigionando note di miele delicato, frutta secca e spezie dolci.

Il Châteauneuf du Pape rosso, l’anima della tenuta

Il Châteauneuf du Pape rosso racchiude in sé l’identità del Clos des Papes. Rappresenta la grande maggioranza della produzione e incarna la volontà di rispecchiare la denominazione nella sua totalità. In questa cuvée emblematica, ogni vitigno e ogni terroir apporta la propria sfumatura, il proprio colore e la propria essenza.

Il risultato è un rosso che sfugge sia agli standard che agli eccessi. Dietro la sua naturale concentrazione, rivela sempre una freschezza, una profondità e una finezza dei tannini che caratterizzano lo stile della tenuta. Gli aromi si evolvono nel tempo: frutti rossi e neri nella giovinezza, gariga, spezie e liquirizia a maturità, prima di raggiungere, dopo diversi decenni, una complessità aromatica di rara eleganza. Perché il Châteauneuf-du-Pape rosso è anche un vino che richiede pazienza: concepito per l’invecchiamento, attraversa gli anni senza perdere il suo splendore, offrendo in ogni fase della sua evoluzione una lettura diversa del proprio terroir.

Uno dei più grandi vini della Valle del Rodano meridionale e una testimonianza senza tempo del lavoro della famiglia Avril, che, generazione dopo generazione, prosegue la sua ricerca di purezza ed equilibrio.

Il Clos des Papes, un’impronta intramontabile di Châteauneuf-du-Pape

Nel corso delle generazioni, il Clos des Papes si è affermato come un punto di riferimento assoluto di Châteauneuf-du-Pape, non per la sua stravaganza, ma per la costanza e l’integrità. In un panorama in cui si moltiplicano le cuvée da singolo appezzamento e gli effetti di stile, la famiglia Avril ha scelto un’altra strada: quella della regolarità, della precisione e della fedeltà allo spirito della Valle del Rodano meridionale. Questo approccio è valso a Paul-Vincent Avril il titolo di vignaiolo dell’anno 2026 assegnato dalla RVF.

Ogni bottiglia di Châteauneuf-du-Pape rosso e bianco racconta una storia di pazienza, di trasmissione del sapere e di ricerca dell’equilibrio, apprezzata in tutto il mondo dagli amanti dei vini da invecchiamento e delle emozioni sincere.

Un riconoscimento che non è frutto del caso: la Revue des Vins de France ha insignito la tenuta delle sue prestigiose 3 stelle nella Guida Verde, il massimo riconoscimento riservato ai produttori di eccellenza assoluta. Un meritato omaggio alla visione paziente e attenta della famiglia Avril.

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