Elisabetta Foradori è senza dubbio una delle grandi figure del vino italiano. Celebrata in tutto il mondo per aver, tra le altre cose, inserito nel pantheon dei grandi rossi il suo famoso Teroldego, ottenuto dal raro e antichissimo vitigno omonimo, a lungo dimenticato e capace di dare vita a vini di razza con una longevità almeno pari a quella dei più grandi vini bordolesi.
Nel cuore del massiccio alpino delle Dolomiti, sulla riva destra dell’Adige, Elisabetta è subentrata molto giovane al padre, scomparso troppo presto. In vent’anni ha lasciato il segno su questi terroir argilloso-calcarei che sovrastano la città di Trento, con uno stile improntato a un immenso rispetto per la natura, che il suo apprendistato nella biodinamica non ha fatto altro che rafforzare.
Rispetto dei terroir, quindi, rispetto del ruolo della vigna nel suo ambiente, rispetto dell’integrità dell’uva e dei messaggi che essa ha da trasmettere. Qui si cerca e si trova una qualità autentica e genuina, praticando vinificazioni naturali in vasche di cemento, seguite da un affinamento in vecchie botti di acacia con il minor numero possibile di interventi.
Per quanto riguarda i vini bianchi, Elisabetta ha scelto di lavorare, sulle colline di Fontanasanta, il Manzoni Bianco, cugino genetico del Riesling renano e del Pinot bianco. Oltre alla sua grande capacità di invecchiamento, condivide con il primo quella straordinaria capacità di trasmettere le sfumature del terroir e con il secondo quel fruttato molto aromatico. Il Nosiola, presente anch’esso sulle colline di Fontanasanta, è un antico vitigno trentino un tempo diffuso su tutto il territorio. È un vitigno che si esprime con finezza e dona vini di grande longevità.
Tra i rossi, è il Teroldego a dominare, con identità molto diverse a seconda delle annate. I vigneti del Morei si trovano nel cuore del Campo Rotaliano, su un terreno composto da alluvioni e ciottoli. La fermentazione avviene in anfore a contatto con le bucce per 8 mesi. È un vino vibrante, minerale e di grande eleganza, che si afferma magistralmente anno dopo anno. Sgarzon è un terroir a predominanza sabbiosa che rivela una freschezza fuori dal comune; un vino di lungo invecchiamento che esprime una grande complessità dopo 10-15 anni di invecchiamento.