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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Terrasses du Larzac 2024 I vigneti dimenticati | Linguadoca
"Les Terrasses du Larzac" della tenuta "Les Vignes Oubliées " è la cuvée di punta della...
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2022
Vitigno/i
50% Mourvèdre, 30% Grenache, 20% Cinsault
Denominazione
Terrazze del Larzac
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
24 mesi in demi-muids in una grotta naturale e 12 mesi in bottiglia
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Corposo e potente
Tipo di terreno
Terreni argilloso-calcarei, arenari e scistosi
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Ballotine di cinghiale alla pata negra, purè di patate affumicate e sugo di stufato provenzale
Consigli per l'utilizzo
17 °C
Apogeo
2025-2036
"Les Terrasses du Larzac" e "Le Pioch" della tenuta "Les Vignes Oubliées " nascono da una semplice idea di Jean-Baptiste Granier: preservare dei vigneti destinati a scomparire per ragioni economiche. Le tenute sono state fondate da questo ex ingegnere agronomo, con l’aiuto di Olivier Jullien del Mas Jullien, un punto di riferimento nella regione del Languedoc. L’iniziativa è nata nel 2007 attorno a vigneti molto antichi situati nel comune di Saint-Privat, destinati a scomparire per ragioni economiche. Le uve, provenienti dai vitigni Grenache, Mourvèdre e Cinsault, vengono parzialmente diraspate prima di una fermentazione che dura dai 15 ai 20 giorni in vasche di acciaio inossidabile termoregolate. La fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti, preservando l’autentica espressione del terroir. L’affinamento prosegue poi per 24 mesi in demi-muids, all’interno di una grotta naturale che offre condizioni ideali di temperatura e umidità per un affinamento delicato.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: «Les Terrasses du Larzac Le Pioch» della tenuta Les Vignes Oubliées è il risultato del lavoro di un vignaiolo appassionato, desideroso di preservare il proprio patrimonio e di produrre vini di terroir.
Al naso, intenso e complesso, si svelano aromi di frutti neri maturi come la mora e il ribes nero, accompagnati da note speziate di pepe nero, liquirizia e gariga.
Al palato, l’attacco è ampio e vellutato, con una bella concentrazione di frutta e una struttura tannica fine e setosa. Il finale è lungo, caratterizzato da una freschezza minerale e da una leggera salinità, segno distintivo dei terreni scistosi e calcarei.
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