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Riesling La Montagne de Schiste 2022 La Ferme des 9 Chemins | Alsazia
Il Riesling “La Montagne de Schiste” di La Ferme des 9 Chemins è una cuvée straordinaria,...
Recensione di un vino
Iconico e vivace, il Pur Sang 2023 del Domaine Didier Dagueneau nasce sui terreni argillosi e silicei del famoso appezzamento «La Folie». Dopo un affinamento di 12 mesi in barrique, questo Sauvignon Blanc rivela tutta la nitidezza minerale e la consistenza setosa dei più grandi Pouilly-Fumé. Un capolavoro tra i vini della Loira!
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Sauvignon Blanc
Denominazione
Vino francese
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione in barrique
Allevamento
12 mesi in botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
---
Stile
Diritto e cristallino
Tipo di terreno
Argilla e silice
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Uovo alla perfezione su un letto di asparagi verdi grigliati al binchotan, emulsione di formaggio fresco di capra della Loira e scorza di limone candito
Consigli per l'utilizzo
12 °C
Apogeo
2029-2035
Il Pur Sang 2023 della tenuta Didier Dagueneau è una delle cuvée più iconiche della Loira. Proveniente principalmente dall’appezzamento «La Folie», a nord del villaggio di Saint-Andelain, incarna la ricerca assoluta di purezza e precisione cara a Louis-Benjamin Dagueneau. Questo Sauvignon Blanc si colloca tra le espressioni più raffinate del vitigno sui terroir di Pouilly-Fumé. Il nome della cuvée non mente: in questo vino c’è qualcosa di irriducibile e quasi indomabile.
Qui, la verticalità e l’energia minerale nascono dal suolo di La Folie, che mescola argilla, ciottoli calcarei e selce pura. Povero e particolarmente drenante, questo substrato costringe le radici a cercare l’acqua in profondità. I vecchi vigneti, di età compresa tra i 25 e i 60 anni a seconda dei filari, ne traggono una concentrazione notevole. La selce, onnipresente in questa zona di Pouilly-Fumé, conferisce all’uva quella tensione minerale caratteristica dei grandi terroir della Loira.
La tenuta coltiva i propri vigneti secondo i principi della biodinamica e la vendemmia avviene esclusivamente a mano. Le uve vengono sottoposte a una pressatura molto delicata e a una lunga decantazione prima di essere fermentate lentamente grazie ai lieviti indigeni. L’affinamento dura poi 12 mesi in barrique, senza bâtonnage sistematico e con un utilizzo minimo di solfiti all’imbottigliamento. Il risultato: una consistenza setosa attraversata da una spiccata nota minerale.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino coniuga densità e purezza in un equilibrio che pochi bianchi secchi possono vantare. La sua integrità e la sua brillantezza minerale gli promettono almeno dieci anni di bella evoluzione, con un apogeo previsto tra il 2029 e il 2035. A questo punto, la decantazione è indispensabile per rivelarne tutta l’energia. Da servire a 12 °C in bicchieri leggermente svasati per lasciarne sbocciare tutto il rilievo.
Il naso
Pieno di brio, il vino si apre su note di pietra focaia e gesso, la cui mineralità brillante e quasi iodata invade il bicchiere. Man mano che il vino si apre, emergono gradualmente aromi di scorza di lime, pompelmo rosa e frutta bianca, che si intrecciano con sentori di mineralità affumicata e con la generosità floreale dei fiori bianchi, in un equilibrio mozzafiato.
Il palato
Al palato colpisce per la sua vivacità, con un’acidità ben definita e incisiva fin dall’attacco. La consistenza setosa vibra di una mineralità con accenti di selce e gesso, mentre la ricchezza dei sapori di frutta bianca, mango verde e agrumi freschi dialoga con la verticalità del terroir. Il finale si protrae deliziosamente su note amare nobili e appetitose, la cui piacevole sensazione tattile invita a tornare instancabilmente al bicchiere.
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