- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
Cinsault 2024 Domaine Hauvette | Provenza
Il Cinsault della Tenuta Hauvette è una cuvée a sé stante nell’universo di Dominique...
Dolia 2020 è un bianco secco della Provenza, ottenuto da uve Marsanne, Roussanne e Clairette con coltivazione biodinamica certificata, affinato in vasche di cemento e poi per settantadue mesi in bottiglia: corpo corposo, struttura minerale e pietrosa, finale lungo con note amare nobili. Un bianco delle Alpilles di carattere, selezionato per chi si lascia convincere dal tempo e dal terroir più che dalle parole.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2020
Vitigno/i
Marsanne, Roussanne, Clairette
Denominazione
Alpilles
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
12 mesi in uova di cemento, poi 72 mesi in bottiglia
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Certificazione biodinamica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argilloso-calcareo roccioso
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Risotto al sedano rapa con spugnole, condito con tartufo melanosporum
Consigli per l'utilizzo
10 °C, lasciare riposare in caraffa per mezz’ora prima di servire
Apogeo
2026-2035
La cuvée Dolia è la grande cuvée bianca del Domaine Hauvette, situato nel cuore delle Alpilles. Essa incarna, meglio di ogni altra, la visione singolare di Dominique Hauvette: osservare la vita, fidarsi di essa e attendere. Venticinque anni di pazienza hanno dimostrato che la Marsanne, la Roussanne e la Clairette, piantate insieme in complantazione sullo stesso appezzamento, raggiungono la giusta maturità nello stesso momento. Il Mistral gioca un ruolo fondamentale, proteggendo i vigneti dal caldo intenso e preservando la freschezza aromatica delle uve.
Il nome «Dolia» è un omaggio alle antiche giare di terracotta in cui un tempo si vinificava. Oggi, dopo diversi anni di ricerca, Dominique Hauvette vinifica questa cuvée in “uova di cemento”, recipienti ritenuti più adatti al terroir dei Baux-de-Provence e ai vitigni locali.
Il terroir è argilloso-calcareo, sassoso, povero e ben drenante, tipico dell’entroterra provenzale. Questo terreno costringe le radici a penetrare in profondità e conferisce ai vini della Provenza una struttura densa, minerale e caratterizzata da note di pietra. L’assemblaggio riunisce il 40% di Marsanne, il 30% di Roussanne e il 30% di Clairette.
Le tenute sono gestite secondo i principi della biodinamica certificata. La vendemmia è manuale, le fermentazioni avvengono con lieviti indigeni. L’affinamento dura 12 mesi in vasche di cemento a forma di uovo sulle fecce. Segue poi un lungo periodo di riposo: 72 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Questo riposo non è un lusso. È una convinzione. Dominique Hauvette regola questa durata annata dopo annata, seguendo ciò che il vino gli suggerisce.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Questo vino è indomabile. Non si concede facilmente, ed è proprio questo che lo rende affascinante. Sei anni in cantina prima di arrivare in bottiglia sulla vostra tavola: questo la dice lunga sul rapporto di Dominique Hauvette con il tempo. Il Dolia 2020 raggiungerà il suo apice tra il 2026 e il 2035, ma già ora ripaga chi sa attenderlo per mezz’ora in caraffa a 10 °C. A tavola, lo immagino volentieri in abbinamento a un risotto di sedano rapa alle spugnole, o alla mineralità di un tartufo melanosporum. Un bianco della Provenza che non ha nulla da invidiare alle grandi cuvée bianche della Valle del Rodano.
Il profumo
Il profumo si apre lentamente, a strati successivi. I primi sentori sono vegetali e selvatici: foglie di albero di limone, finocchio, erbe secche della gariga. Poi note di autolisi con accenti leggermente petroliferi segnano la maturità del vino. Dopo l’ossigenazione, emergono la pesca gialla e le scorze di agrumi candite. Una mineralità pietrosa attraversa l’insieme, filo conduttore che si estende fino al fondo del bicchiere.
Il palato
Al palato, l’attacco è corposo, quasi opulento. La trama minerale si impone immediatamente, potente, con spiccati accenti pietrosi. Una sensazione tannica evidente ricorda che questo bianco ha carattere. Gli aromi succosi della frutta con nocciolo evocano l’impronta solare del terroir di Saint-Rémy-de-Provence. Il finale è lungo, sostenuto da un’acidità straordinariamente equilibrata e da nobili note amare che prolungano il vino ben oltre l’ultimo sorso.
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