- Biodinamica
- Biodinamica : proveniente da agricoltura biologica
Magnum Cinsault 2024 Domaine Hauvette | Provenza
Il Cinsault della Tenuta Hauvette è una cuvée a sé stante nell’universo di Dominique...
Pétra è un rosato da tavola firmato Dominique Hauvette: Cinsault, Syrah e Grenache affinati sui lieviti in vasche a forma di uovo in cemento, per un profilo cristallino, fruttato e minerale. Una cuvée che riconcilia anche i più scettici con i grandi vini della Provenza.
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2025
Vitigno/i
70% Cinsault, 15% Syrah, 15% Grenache
Denominazione
Alpilles
Vinificazione
Vendemmia manuale, pigiatura diretta, fermentazione con lieviti indigeni in vasche di cemento
Allevamento
Affinato sui lieviti in vasche di cemento, senza solfiti aggiunti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosato
Tipo di coltivazione
Certificazione biodinamica
Stile
Diritto e cristallino
Tipo di terreno
Argilloso-calcareo roccioso
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Triglia barbata glassata al miso, finocchio arrosto e coulis acidulo all’ibisco
Consigli per l'utilizzo
10 °C
Apogeo
2027-2031
Tra i vini della Provenza, esistono alcuni rosati che sfatano i luoghi comuni a cui vengono spesso associati. Pétra, la cuvée di punta del Domaine Hauvette, è uno di questi. Nata a Saint-Rémy-de-Provence, ai piedi del versante nord del massiccio delle Alpilles, porta la firma di Dominique Hauvette, vignaiola insediata qui dal 1988. Sotto la prestigiosa guida di Eloi Dürrbach (Domaine de Trévallon), ha costruito una tenuta di una quindicina di ettari a sua immagine: senza compromessi, senza artifici. Pétra ne è l’espressione rosata più diretta.
I vigneti attingono da un terreno argilloso-calcareo e sassoso, caratteristico delle Alpilles. Questo terreno trattiene l’umidità in profondità, una preziosa riserva per superare le estati provenzali senza stress idrico. L’esposizione sul versante nord tempera naturalmente la maturazione. L’assemblaggio si basa per il 70% sul Cinsault, vitigno di freschezza per eccellenza, completato dal 15% di Syrah e dal 15% di Grenache.
La tenuta è certificata biodinamica dal 2003, una pratica radicata ben prima che il termine diventasse di moda. I vigneti vengono lavorati a cavallo, le rese mantenute basse, il suolo rispettato come un ambiente vivente. La vendemmia è manuale. La pigiatura è diretta, senza macerazione. La fermentazione avviene con lieviti indigeni, in «uova di cemento», recipienti che preservano la materia senza ossidarla né conferirle note legnose. L’affinamento dura circa un anno sui lieviti, sempre in uova di cemento, senza solfiti aggiunti. Una vinificazione di rara coerenza, interamente al servizio del frutto e del terroir.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il rosato soffre di una reputazione ingiusta. L’immagine di produzioni ad alta resa, pallide e prive di profondità, oscura nella mente collettiva vini di natura completamente diversa. Pétra è uno di quelli che ristabiliscono la verità. Presente su alcune delle tavole più prestigiose del mondo, questo grande rosato delle Alpilles regge il confronto con i bianchi gastronomici più seri della regione. La tenuta vanta tre stelle alla Revue des Vins de France e cinque stelle nella guida Bettane+Desseauve: riconoscimenti che non si ottengono per caso. Pétra coniuga, con commovente precisione, la struttura accurata, la mineralità rinfrescante e un fruttato avvolgente che contraddistinguono i grandi vini da tavola. Il suo apogeo si colloca tra il 2027 e il 2031, ma si presta già con piacere a una temperatura di 10 °C, eventualmente decantato per qualche minuto per far sprigionare il bouquet.
Il naso
Al naso si aprono note di pesca di vigna e agrumi freschi, con una leggera nota floreale di violetta. Un tocco erbaceo di gariga attraversa il bouquet, preciso, mai invadente. La mineralità del terroir argilloso-calcareo emerge sullo sfondo, discreta e persistente.
Il palato
Al palato, l’attacco è luminoso, vivace. La struttura è rotonda e polposa, di una fluidità notevole per un rosato di questa densità. L’acidità mantiene una tensione costante, che spinge il vino in avanti. Il finale è salino, lungo, con un leggero tocco pepato che caratterizza il terroir. Un vino al tempo stesso succoso e cristallino, che fa venire voglia di tornare al bicchiere.
L’IGP Alpilles comprende i comuni del massiccio calcareo delle Alpilles, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône. I terreni argillo-calcarei, la luce intensa e i venti del maestrale danno vita a vini dall’espressività singolare. Per i rosati, i vitigni di riferimento sono proprio il Cinsault, il Syrah e il Grenache, il trittico di Pétra. La denominazione produce poco, ma bene: i suoi migliori rappresentanti si discostano decisamente dagli standard regionali.
Pétra incarna il meglio che l’IGP Alpilles possa offrire nel panorama dei rosati. Lontana dai vini da tavola senza carattere, rivendica un posto a tavola nella cucina gastronomica. La tenuta Hauvette ne è, da oltre trent’anni, la testimonianza più convincente.
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