Il Bourgogne Les Grands Chaillots del Domaine Thibault Liger-Belair incarna l’incontro tra le denominazioni di Chambolle-Musigny e Nuits-Saint-Georges. Le tenute ricavano le loro uve da un appezzamento storico di un ettaro, piantato tra il 1978 e il 1986 a Nuits-Saint-Georges, integrato da due ettari situati a Chambolle-Musigny, piantati tra il 1954 e il 1962. Questa doppia presenza in due comuni prestigiosi conferisce al vino una solida base, che va oltre gli standard della denominazione Borgogna. Il terreno argilloso-limoso comune a queste due zone garantisce al Pinot Nero un sottile equilibrio tra struttura e finezza.
Thibault Liger-Belair, fedele alla sua filosofia, lavora questa cuvée di assemblaggio con la stessa cura riservata ai suoi cru più rinomati. La coltivazione è biodinamica, la vendemmia viene effettuata a mano, con una selezione rigorosa sia in vigna che in cantina. La vinificazione si protrae per tre settimane, con una percentuale di grappoli interi regolata a seconda delle annate, al fine di preservare la personalità del vitigno. L’affinamento, discreto e controllato, mira a sostenere il vino senza imprimervi la propria impronta.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: «Les Grands Chaillots della tenuta Liger-Belair è una cuvée di grande spessore, che supera senza difficoltà i confini della propria denominazione regionale. La sua persistenza e la sua struttura lo rendono un vino da invecchiamento, pur rimanendo accessibile già oggi. Si presenta come un Pinot Nero succoso, strutturato da un’elegante freschezza minerale, in linea con i Chambolle-Musigny e i vini emblematici di Nuits-Saint-Georges.
Al naso si presentano aromi aperti di frutti neri freschi, ribes nero, mora e prugna in primo piano. Un leggero tocco di sottobosco conferisce profondità, mentre una nota di liquirizia e un accenno di legno pregiato indicano con sottigliezza un affinamento ben controllato e un’evoluzione promettente. Il quadro d’insieme è preciso, puro, senza eccessi.
Al palato, l’attacco è morbido, sostenuto da un frutto franco e succoso. La struttura è equilibrata, sostenuta da tannini fini e da una rinfrescante tensione minerale a metà bocca. Il Pinot Nero acquista rilievo senza perdere la sua finezza, rivelando una trama sottile e persistente. Il finale è elegante, leggermente speziato, e si protrae con delizia.