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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Magnum Pic-Saint-Loup L'Olivette 2022 Clos Marie | Linguadoca
L’Olivette du Clos Marie è una cuvée ottenuta da vigneti piantati su un appezzamento di ulivi...
L'Oeillade 2025 del Mas des Chimères è un rosso leggero e biologico, ottenuto da uve Cinsault provenienti dai terreni argilloso-sabbiosi dei Côteaux du Salagou. La sua delicata vinificazione privilegia l’espressione del frutto, tra fragola croccante e ciliegia fresca, sostenuta da tannini fini e setosi. Un modo splendido per esplorare questa sfaccettatura della Linguadoca.
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2025
Vitigno/i
Cinsault
Denominazione
Colline del Salagou
Vinificazione
Vendemmia manuale con diraspatura
Filosofia e stile
Tipo di vino
Rosso
Tipo di coltivazione
Certificata biologica
Stile
Leggero e fruttato
Tipo di terreno
Argilloso-sabbioso
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Antipasti a base di verdure marinate e salumi pregiati
Consigli per l'utilizzo
17 °C
Apogeo
2026
L'Oeillade 2025 è la cuvée di punta del Mas des Chimères, azienda a conduzione familiare fondata nel 1993 da Guilhem Dardé a Octon, sulle rive del lago di Salagou. Questo rosso leggero e fruttato rientra nelladenominazione IGP Côteaux du Salagou, una denominazione singolare dell’entroterra della Linguadoca . Un vino da gustare subito, senza pretese di invecchiamento, che esprime fedelmente il suo terroir.
I vigneti di Cinsault affondano le radici in terreni argilloso-sabbiosi, ben drenati e poco fertili, che favoriscono un controllo naturale delle rese e una bella concentrazione aromatica degli acini. Il Cinsault, vitigno meridionale per eccellenza, si esprime appieno in questo ambiente, tra terreni leggeri e il calore mediterraneo temperato dalla vicinanza del lago del Salagou. Qui esprime tutta la sua personalità attraverso un profilo fresco e delicato, improntato a note fruttate pure e vivaci.
L’azienda è gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata Ecocert. La vendemmia è manuale e le uve vengono diraspate prima della vinificazione. Questa scelta di diraspare preserva la finezza aromatica del Cinsault, limitando al contempo le note vegetali e l’astringenza. Il lavoro in cantina rimane volutamente moderato, al fine di valorizzare la purezza del frutto, senza estrazioni eccessive né affinamenti prolungati.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Spesso sottovalutato, il Cinsault rivela qui tutta la sua finezza nelle mani di Guilhem Dardé, che firma un rosso autentico e dissetante, profondamente legato al terroir del Salagou. L’Oeillade 2025 punta sulla semplicità, senza artifici né affinamento in legno, per lasciare che il frutto e l’identità del luogo si esprimano appieno. Da servire fresco, a circa 17 °C, entro l’anno successivo all’imbottigliamento. L’annata va degustata a partire dal 2026, per godere appieno della sua vivacità fruttata e della sua freschezza.
Il profumo
Al naso si aprono aromi di frutti rossi croccanti, con fragola e ciliegia fresca in primo piano. Delicate note floreali, che evocano la peonia, conferiscono un tocco di finezza all’insieme. Il profilo aromatico è netto, senza pesantezza, e si distingue per la sua freschezza. Sul fondo, una leggera nota speziata ricorda la gariga dell’entroterra della Linguadoca.
Il palato
Al palato, il vino seduce con un attacco morbido e fruttato. La struttura, leggera e delicata, riflette lo stile del Cinsault lavorato con finezza, senza un’eccessiva estrazione. I tannini sono ben integrati e conferiscono una consistenza setosa, mentre una fresca acidità bilancia l’insieme e prolunga la degustazione con un finale che stimola la salivazione. Un vino che si beve facilmente, ma con una vera personalità del terroir.
I Côteaux du Salagou costituiscono una singolare IGP della Linguadoca, incentrata attorno al lago del Salagou, scavato in terreni rossi di ruffe e basalto. Il microclima del lago tempera gli eccessi di calore mediterraneo e preserva una freschezza notturna preziosa per gli aromi.
L’Oeillade du Mas des Chimères è rappresentativo del potenziale della denominazione, attraverso un vino di terroir fresco, leggero e autentico, lontano dalle ricette tipiche del Languedoc solare e potente. Piacevole alternativa ai rossi della Linguadoca più solari e concentrati, privilegia la finezza del frutto e la morbidezza al palato. Un'ottima scelta per scoprire questa altra sfaccettatura della Linguadoca.
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