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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Terrasses du Larzac Feu Sacré 2021 Mas Cal Demoura | Linguadoca
La cuvée Feu Sacré della tenuta Mas Cal Demoura proviene da appezzamenti molto antichi di...
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2024
Vitigno/i
50% Chenin, 25% Grenache bianco, 20% Carignan bianco e grigio, 5% Roussanne, Petit Manseng
Denominazione
Dipartimento dell'Hérault
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
6 mesi in serbatoi di acciaio inossidabile, in “œuf béton” e in demi-muids
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
Certificazione biodinamica
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Ghiaia calcarea
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
Carpaccio di orata e finocchio, vinaigrette alla salicornia e yuzu
Consigli per l'utilizzo
11 °C
Apogeo
2026-2032
L'Étincelle di Mas Cal Demoura si afferma come un bianco singolare della Linguadoca, frutto di un audace assemblaggio che unisce lo Chenin, vitigno originario della Loira, adottato con convinzione da Vincent e Isabelle Goumard, al Grenache bianco, alla Roussanne, al Carignan bianco e al Petit Manseng. Questo blend inaspettato affonda le sue radici sulle Terrasses du Larzac, in terreni profondi di detriti calcarei rinfrescati dai venti del nord che scendono dai Grands Causses, un microclima che tempera la generosità meridionale e preserva la tensione naturale dell’uva.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin: l’Étincelle di Mas Cal Demoura rappresenta la scommessa più riuscita della tenuta, quella di radicare lo Chenin su un terroir calcareo della Linguadoca e di ricavarne una complessità che pochi si sarebbero aspettati così lontano dalla Loira. È un vino di carattere, tanto minerale quanto goloso, capace di sorprendere per la sua capacità di invecchiamento e per quella tensione calcarea che attraversa ogni sorso.
Al naso si rivela espressivo e complesso, sprigionando delicati aromi floreali intrecciati a note di frutta bianca matura e agrumi. Sfumature erbacee e un leggero tocco speziato arricchiscono questo bouquet, mentre si insinua progressivamente un'impronta gessosa e minerale, firma distintiva del calcare delle Terrasses du Larzac.
Al palato, l’attacco è fresco e preciso, sostenuto da un’acidità vivace che struttura l’ampiezza del corpo con una bella vivacità. I sapori di frutta a polpa bianca e agrumi si protraggono con eleganza, sostenuti da una trama salina e da una sottile nota speziata che conferiscono lunghezza e rilievo al finale, per un vino tanto generoso quanto teso.
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