Descrizione Jaspe 2025 | Domaine Hauvette
La cuvée Jaspe è uno dei vini bianchi più singolari che Dominique Hauvette abbia prodotto negli ultimi vent'anni. Insediatasi a Saint-Rémy-de-Provence dal 1988, in una tenuta di 17 ettari che coltiva con l'ausilio di cavalli e secondo rigorosi principi biodinamici, colei che è stata incoronata «Vignaiolo dell’anno 2020» dalla Revue des Vins de France non ha mai smesso di superare i limiti di ciò che si credeva di sapere sui vini della Provenza.
Terroir e vitigno
I vigneti della cuvée Jaspe crescono sui versanti settentrionali del massiccio delle Alpilles, in un paesaggio scosceso e incontaminato. Piantati una ventina di anni fa, affondano le radici in terreni argilloso-calcarei, rocciosi, poveri e ben drenanti, nel cuore della garriga, tra cisti e querce verdi. Questo scenario favoloso è in realtà ricco di difficoltà per la vite, che attinge da questa terra arida una tensione naturale che nessun intervento potrebbe mai ricreare. La Roussanne, che coltivata in monovitigno, rivela il suo lato più nervoso: con una mineralità pietrosa che farebbe quasi dimenticare la sua ricchezza aromatica, si impreziosisce anche di una complessità e di una persistenza che derivano direttamente dal suo particolare affinamento.
Viticoltura e vinificazione
Adepta della biodinamica sin dagli esordi, Dominique Hauvette ha ottenuto la certificazione nel 2003. Nella sua azienda, la vendemmia è manuale e i grappoli interi vengono selezionati meticolosamente prima di una delicata pigiatura. Le fermentazioni sono condotte dai lieviti indigeni, senza alcun additivo chimico né enologico. L’affinamento avviene sui lieviti, in «uova di cemento», un contenitore poroso e neutro che favorisce la micro-ossigenazione del vino. Il vino si esprime da solo, senza filtri e senza solfiti aggiunti.
Jaspe 2025 | Domaine Hauvette: il parere del sommelier
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
La cuvée Jaspe si è costruita una reputazione a sé stante, annata dopo annata. Ciò che colpisce quando la si degusta per la prima volta è l’equilibrio di questa Roussanne, il cui profilo non assomiglia a nessun altro: né veramente opulenta, né totalmente minerale, mantiene un prodigioso equilibrio. Nelle mani di Dominique Hauvette, diventa generosa e tesa allo stesso tempo, restituendo al contempo tutta la particolarità del suo terroir delle Alpilles. Il suo apice è previsto tra il 2029 e il 2032, ma il vino si mostra già molto espressivo fin da giovane. Una leggera decantazione di mezz’ora a 10-12 °C lo aprirà ancora di più. A tavola, si abbina naturalmente a preparazioni ricche e leggermente amare: una fricassea di asparagi con finferli, un animelle di vitello alle spugnole, o semplicemente un Comté ben stagionato.
Il profumo
Al naso si apre con una freschezza immediata, quasi floreale. Note di caprifoglio e biancospino si intrecciano con aromi di pesca di vigna e albicocca matura. Un tocco di foglia di limone apporta una discreta nota vegetale. Sullo sfondo, la pietra focaia e una leggera nota di nocciola tostata caratterizzano il terroir delle Alpilles.
Il palato
Al palato si apre con un attacco morbido e cremoso, immediatamente attraversato da un’acidità vivace e naturale. La struttura è ampia, il tocco setoso. Note di agrumi canditi e di ananas fresco emergono a metà palato. La retro-olfazione rivela una mineralità empireumatica di pietra focaia. Il finale è salino, lungo, con note amare raffinate e salivanti.
L’IGP Alpilles: un terroir bianco da riscoprire
L’IGP Alpilles copre un massiccio calcareo nel cuore della Provenza, tra Arles e Salon-de-Provence. I terreni sono poveri, rocciosi, esposti a un’intensa esposizione solare, temperata dalla Tramontana. Queste condizioni danno vita a vini bianchi dalla freschezza marcata e dalla spiccata mineralità, la cui capacità di invecchiamento è spesso sottovalutata. La Roussanne trova qui un terreno di espressione particolarmente adatto: acquista in tensione ciò che perderebbe in rotondità su terroir più generosi.
La cuvée Jaspe illustra perfettamente questo profilo proprio della denominazione, distinguendosi per la maestria del suo affinamento.