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- Bio : proveniente da agricoltura biologica
Saint Jacques 2025 Maxime Magnon | Linguadoca
Il Saint Jacques di Maxime Magnon nasce dai terreni di Peyriac-de-Mer come un’espressione...
Il Domaine Maxime Magnon è oggi uno dei nomi più singolari del vigneto delle Corbières , nella Linguadoca . Eppure, nulla lasciava presagire che questo originario della Borgogna sarebbe arrivato a reinventare la regione con tanta...
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La cuvée Rozeta di Maxime Magnon incarna l’essenza stessa delle Corbières, coniugando...
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Descrizione dettagliata
Il Domaine Maxime Magnon è oggi uno dei nomi più singolari del vigneto delle Corbières, nella Linguadoca. Eppure, nulla lasciava presagire che questo originario della Borgogna sarebbe arrivato a reinventare la regione con tanta sensibilità. Dopo aver lavorato presso Philippe Valette in Borgogna, Thierry Allemand a Cornas, e poi nel Beaujolais al fianco di figure di spicco del vino naturale come Jean Foillard o Yvon Métras, Maxime Magnon si è stabilito nel 2002 a Villeneuve-les-Corbières, un angolo selvaggio del Massiccio delle Corbières, dove i vigneti confinano con la gariga.
Su appena una decina di ettari, coltiva Grenache Nero, Grigio e Bianco, Carignan, Mourvèdre e Cinsault con il rigore proprio della viticoltura biologica, ma soprattutto con un’attenzione quasi intuitiva alla pianta e al suo ambiente. Qui non si utilizzano prodotti chimici di sintesi né macchinari nei vigneti. I 15 ettari delle tenute sono interamente lavorati a mano e con il trattore a cingoli. Dopo la vendemmia e fino alla primavera, greggi di pecore, asini e mucche pascolano tra i vigneti, favorendo così l’attività microbica e la biodiversità.
In cantina, le uve perfettamente mature e selezionate in vigna, grazie alla vendemmia manuale, vengono sottoposte a una vinificazione delicata, con lieviti indigeni e, soprattutto, senza solfiti aggiunti (salvo rarissime eccezioni). Per l’affinamento, Maxime Magnon si ispira alla sua eredità borgognona e predilige barrique e botti antiche — mai legno nuovo. Il risultato: vini di rara freschezza in un clima pur sempre mediterraneo, dove l’intervento del vignaiolo serve solo a rivelare l’espressione del frutto, del terreno e della materia.
La gamma della tenuta Maxime Magnon afferma un’identità forte e innovativa della Linguadoca. Tra i rossi, Rozeta unisce finezza e freschezza, Campagnès esprime un Carignan puro, intenso e strutturato, Saint Jacques seduce con il suo frutto brillante. Tra i bianchi, La Bégou unisce rotondità e brillantezza, mentre L’Estrade incarna una nuova eleganza della Linguadoca.
Lontano dagli standard tecnici, la tenuta Maxime Magnon propone un vino libero ed esigente. Predilige un approccio intuitivo, a metà strada tra gli equilibri del Beaujolais (freschezza, finezza di vinificazione) e della Borgogna (precisione, terroir). Adepto della pigiatura manuale per mantenere un legame diretto con la materia, è proprio per valorizzarla al meglio che adatta i suoi affinamenti in vecchie botti di Borgogna o in vasche di cemento. Un approccio artigianale, in cui ogni annata è una proposta unica, mai statica, sempre espressiva.
Oggi, gli intenditori attendono con trepidazione l’uscita di ogni annata, e a ragione. Perché dietro l’apparente semplicità delle etichette si nasconde un vignaiolo fuori dal comune, che coniuga il meglio del suo percorso con l’energia grezza delle Corbières. Maxime Magnon non si limita a produrre vini della Linguadoca. Racconta la bellezza di un luogo lontano dai preconcetti e una visione del vino che colpisce nel segno.