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Recensione di un vino
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Chinon Vieilles Vignes 2021 Philippe Alliet | Loira
Il Chinon Vieilles Vignes del Domaine Philippe Alliet rivela tutta la nobiltà del Cabernet...
Recensione di un vino
Il Buisson Renard 2023 è diventato un punto di riferimento della tenuta Dagueneau. Su questo appezzamento di terreni argillosi ricchi di selce a Saint-Andelain, il Sauvignon Blanc rivela un equilibrio straordinario tra la generosità dei frutti bianchi, la mineralità della selce e una salina che lascia il segno. Una delle annate più apprezzate del vigneto della Loira!
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Fedeltà e vantaggi
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Scheda tecnica
Capacità
75 cl
Annata
2023
Vitigno/i
Sauvignon Blanc
Denominazione
Vino francese
Vinificazione
Vendemmia manuale, fermentazione con lieviti indigeni
Allevamento
12 mesi in botti
Filosofia e stile
Tipo di vino
Bianco secco
Tipo di coltivazione
---
Stile
Puro e generoso
Tipo di terreno
Argille ricche di silice
Degustazione
Suggerimenti gastronomici
In cartoccio: dorso di luccio della Loira e funghi champignon di Parigi della regione di Saumur arrostiti, salsa beurre blanc alla menta e allo zenzero
Consigli per l'utilizzo
11 °C
Apogeo
2029-2039
Il Buisson Renard 2023 del Domaine Didier Dagueneau è una delle cuvée di singolo appezzamento più emblematiche di Saint-Andelain, villaggio arroccato sulla cima della denominazione Pouilly-Fumé. La sua storia nasce da un errore diventato leggenda: l’appezzamento, originariamente denominato «Buisson Mesnard», fu ribattezzato Buisson Renard a seguito di un refuso in una guida giornalistica. Anziché correggerlo, Didier Dagueneau fece proprio l’errore. Dalla sua scomparsa nel 2008, suo figlio Louis-Benjamin Dagueneau porta avanti la filosofia paterna di assoluta purezza con un’intransigenza che gli è valsa, tra l’altro, l’elezione a viticoltore dell’anno 2016 da parte della Revue du Vin de France.
L’appezzamento del Buisson Renard occupa il versante sud-occidentale della collina di Saint-Andelain, a metà pendio, dove il terreno crea un equilibrio preciso tra argille silicee e calcare. Questo substrato costringe le radici del Sauvignon Blanc ad attingere in profondità nel pendio per trovare le sostanze nutritive. Ne risultano una concentrazione e una tensione minerale in ogni acino, i cui accenti di pietra focaia rendono famoso questo luogo. A differenza di Pur Sang e Silex, la cuvée Buisson Renard rappresenta il versante più corposo ed esotico della gamma parcellare della tenuta; la sua posizione a metà pendio le conferisce infatti una maturità leggermente più generosa.
La tenuta coltiva i propri vigneti secondo i principi della biodinamica, con rese volutamente limitate e vendemmia esclusivamente manuale. La vinificazione segue la stessa logica di non intervento: pressatura delicata, fermentazione prolungata con lieviti indigeni in botte, seguita da un affinamento di 12 mesi in barrique neutre di grande formato, sulle fecce fini. Nessuna chiarificazione, nessuna filtrazione e una dose omeopatica di zolfo all’imbottigliamento: ogni fase mira a trasmettere il terroir intatto, senza artifici.
Philippe Mischler, sommelier presso Mundovin
Il Buisson Renard è, a mio avviso, una delle espressioni più riuscite del Sauvignon Blanc della Loira tra le annate recenti. Unisce la ricchezza aromatica tipica dei terroir argilloso-silicei alla linearità minerale che contraddistingue la tenuta Dagueneau. L’annata 2023 si rivela già generosa, ma vale la pena attendere il suo apice, previsto tra il 2029 e il 2039. Consiglio di servirlo a circa 11 °C, senza decantarlo, per preservare la tensione cristallina che pulsa nel suo cuore.
Il naso
Al naso si apre su un registro al tempo stesso fresco e maturo, dove gli agrumi freschi e le scorze di lime si mescolano alla succosità della nettarina bianca. Un'abbondanza di fiori bianchi, tra gelsomino e fiori d'acacia, lascia gradualmente spazio a un fondo minerale di selce riscaldata.
Il palato
L’attacco setoso svela una consistenza avvolgente, attraversata dall’inizio alla fine da un’acidità vivace che dinamizza la degustazione. La mineralità leggermente gessosa si fonde con i sapori di agrumi e frutta esotica, prima che il finale assuma una nota salina ed energica, la cui persistenza su note di pietra focaia rivela un equilibrio magistrale tra corposità e tensione.
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